Astrazione
immateriale
L'Estetica del Vuoto
Corpo Vuoto, Acciaio verniciato, 1990, Opera n° 52
Corpo vuoto, Acciaio verniciato, 1990, Opera n° 51
Corpo vuoto, Acciaio verniciato, 1990, Opera n° 50
Metamorfosi
La perversità polimorfica delicatamente confusa di Paletta è solo un’altra qualità dell’evidente gioia del lavoro dell’artista nel sedurre il nostro senso di ciò che è reale e ciò che non è attraverso il gioco spaziale abilmente evocato dall’artista. Le sue sculture affermano lo status di un’opera d’arte come un tentativo di esprimere qualcosa di unico, qualcosa che è completo e assoluto. L’oscillazione tra i due poli produce lavoro, che è un’ode alle metamorfosi e alla trasformazione. JOHN AUSTIN
“Corpo Luminoso”, 2018, Plexiglass, Opera n° 371
“Corpo Luminoso”, 2018, Plexiglass, Opera n° 370
Didascalia, foto in basso, il maestro Franco Paletta (a destra) con il gallerista Antonio La Gioia. Perugia, Sala della Cannoniera – Rocca Paolina, fortezza papale del XVI sec in occasione della mostra “Non c’è bellezza senza mistero” 29 febbraio 2020
Dimensioni Spaziali

Da tempo si avverte una certa stanchezza nei confronti della scrittura analitica, metodologica, rapportata all’estetica e ai contenuti di opere di artisti contemporanei. Ma giunge ora in soccorso la ricerca ragionata, di suadente caratura poetica, di Franco Paletta, talentuoso sperimentatore sia in area plastica che pittorica. Il corpus delle ricerche tridimensionali è inedito sia sul piano del messaggio estetico, che della profondità del contenuto. Si tratta di un mirabile ciclo di lavori in acciaio colorato dai riflessi vibranti, talentuose evocazioni del corpo umano in chiave astratta; allusioni riconducibili al linguaggio delle linee-forza di matrice Futurista, per altro chiaramente confermate dalle titolazioni. Garbato artista di area Concettuale, Franco Paletta invita l’osservatore a superare la soglia dell’apparenza, a travalicare la forma astratta che appare a un primo sguardo, per approdare alla pura leggerezza del territorio del silenzio, dove l’Invisibile diviene Visibile.È un’occasione spirituale, dove l’autore rivela la luce silenziosa di una Presenza e di un Vuoto luminescente, che incornicia un Infinito fuori dal tempo e dalla storia. Se Franco Paletta è filosofo del Vuoto come presenza percepibile dell’Invisibile, quando affronta la materia pittorica diventa poeta. Anche in questo caso avverte la necessità di espandersi oltre il supporto, ma non gli è consentito. Allora concepisce un nuovo equilibrio creativo tra estetica e progettualità rivelando uno spazio ferito, che – facciamo ben attenzione – nulla ha da spartire con le lacerazioni di Lucio Fontana. Nelle sue pagine monocromatiche atonali la stesura del colore trasmette sonorità. È dunque esecutore di melodie estetiche, concertate tramite l’ineludibile concretezza della materia. Franco Paletta ha scritto un testo dedicato alla sua ricerca pittorica, definendola Astrazione Immateriale. Si tratta di un’analisi di carattere filosofico, e nel contempo l’esternazione di un’interiorità che aspira alla purezza. Ed è del tutto condivisibile in quanto annuncia come un filosofo possa addivenire alla poesia tramite la voce del colore. PAOLO LEVI, 29 febbraio 2020
Tra materia e spirito
Rende (CS), Museo del Presente
Franco Paletta, l'Artista del Vuoto

Indiscutibilmente l’opera di Franco Paletta, nel panorama dell’arte contemporanea, si afferma per la sua particolare e inusuale ricerca del vuoto, punto fermo di tutta la sua produzione artistica. Dopo aver fatto numerose mostre in Italia e all’estero dal 12 al 28 luglio sono godibili a Rende presso il Museo del presente i noti Corpi vuoti. Le opere esposte sono 60 e testimoniano quarant’anni di carriera del maestro meridionale. Sfilano nelle sale sia le sculture che le pitture, tutte realizzate a partire dal 1969 a oggi. Paletta è un artista del vuoto perché riesce a ottenere in un gioco di forme astratte quell’effetto di vuoto che cattura l’osservatore e lo avvia a una contemplazione spirituale e onirica. Le forme astratte strappate dal quel suo mondo immaginario e riprodotte con l’ausilio di diversi materiali ci fanno pensare anche ai grandi maestri del Novecento come Ives Klein. Il titolo della mostra, Astrazione immateriale, è la tematica ideata da lui per meglio esprimersi in scultura e pittura. Il suo linguaggio estetico è rinnovato, sempre attuale. Le sculture, che egli definisce Corpi Vuoti Luminosi, colpiscono per l’effetto di luce che emanano, quindi a intrigare non è solo la ricerca del vuoto, la smaterializzazione della forma, ma anche la materia: acciaio, plexiglass, ferro e ottone che piega e attorciglia per creare nodi e intrecci geometrici. La tecnica sottovuoto che egli usa in pittura è un modo per conservare eliminando il vuoto. Un tutto pieno per affermare se stesso e come messia ci porta a conoscere e confrontare il mondo della filosofia occidentale e orientale. [BRUNETTI CARMELITA, direttore responsabile di Magazine Arte Contemporanea News, L’artista del vuoto. Astrazione immateriale. L’Arte di Franco Paletta al Museo del Presente in Insideart, Magazine, Anno 9, n. 88, Lug/Ag 2012. P. 19]
Storia dell’Arte Italiana del ‘900 – Generazione Anni Quaranta
Didascalia, Sfera, 1975, China su carta, 11×15 cm